PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
FEDERAZIONE DI FIRENZE
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IL PROBLEMA DELLA MOBILITA A FIRENZE (NON SOLO)
Contributo per la conferenza programmatica dicembre 2003
A cura del gruppo uscito dallincontro di approfondimento del 29/10/03 Baldi A., Barcali G., Marchettini A., Targetti S.
INTRODUZIONE
Chiunque vive a Firenze conosce la difficoltà di spostarsi in tempi relativamente brevi e senza spese esose nella nostra seppur piccola città e nella sua periferia. I rischi per la sicurezza e per la salute a causa dellinquinamento, i tempi ed i costi che i cittadini sono costretti ad affrontare per la mobilità, mettono in rilievo la questione- viabilità (organizzazione del flusso del traffico) legata al problema di disfunzionalità del servizio pubblico. La ricaduta sul quotidiano ha raggiunto livelli di guardia: il problema della sicurezza appare drammatico se consideriamo la frequenza di incidenti, anche mortali nella rete urbana e periferica. A ciò si aggiunge linquinamento costante. I tempi di vita sono erosi dallemergenza traffico
Sembra insomma che spostarsi, andare da una parte allaltra della città, sia nel migliore dei casi un lusso altrimenti un fatto praticamente impossibile.
Noi riteniamo, invece, che, nel rispetto della cittadinanza e della comunità tutta, sia fondamentale garantire la mobilità, sia in funzione della propria attività lavorativa, di studio o altro, sia per il tempo libero e per i propri interessi e piacere.
Un ragionamento sulla mobilità non può prescindere dalla relazione urbanistica-mobilità.
Una amministrazione pubblica dovrebbe promuovere lo sviluppo di una mobilità funzionale allorganizzazione urbana esistente o che essa stessa promuove. A Firenze si deve fare i conti con un centro in alcune sue parti medioevale (pensiamo a strade che il servizio pubblico non può attraversare con le linee "normali") e con alcune scelte di decentramento neppure sostenute coerentemente: al nuovo polo universitario di Castello non arriva nessuna linea ATAF!. In generale la mobilità fiorentina sta facendo i conti con un assetto urbanistico "piuttosto faticoso": dislocazione delle funzioni pubbliche, delle funzioni commerciali, fuga della residenza dai centri storici.
Tuttavia preferiremmo pensare una nuova mobilità in una nuova urbanistica caratterizzata dal recupero delle aree dismesse, del patrimonio edilizio sfitto, piuttosto che promuovere lesodo dalla città, con il crescere conseguente del pendolarismo, e un arresto della costruzione di centri commerciali attrattori di traffico. Per ciò che riguarda invece gli spostamenti extraurbani -e pensiamo soprattutto ai pendolari- crediamo che lunica alternativa al vecchio modello di mobilità, basato su nuove strade tangenziali, sia lo sviluppo di un trasporto pubblico coordinato per evitare che, come accade ora, in alcuni momenti vi sia sovrapposizione di più servizi e in altri la loro totale assenza.
LO STATO ATTUALE DEL SERVIZIO PUBBLICO
Ad oggi la relazione fra lorganizzazione della città e lorganizzazione del trasporto pubblico è assai carente, basti pensare che intere parti della città non sono collegate fra loro ed è necessario passare dal centro per poterle raggiungere. Ed ancora tutti sanno che vi sono ampie fasce orarie scoperte dai servizi, la notte è completamente scoperta. Nei periodi poi di chiusura delle scuole il servizio si rarefà.
Se parliamo degli spostamenti anche fuori della città, qualsiasi pendolare può dire che mentre in alcuni orari si sovrappone il servizio ferroviario, ATAF e linee extraurbane, in altri momenti non vi è nessun servizio. E inoltre noto a pendolari e non, il problema della puntualità del servizio.
Questi alcuni elementi che non solo manifestano la realtà di un disservizio ma, aggiungiamo, indicano una totale mancanza di promozione dellutilizzo del mezzo pubblico da parte della pubblica amministrazione.
Il servizio di trasporto pubblico è buono se è economico (costo basso del biglietto e degli abbonamenti), puntuale (certezza delle corse) e veloce (trasferimenti veloci). A Firenze noi paghiamo molto per un cattivo servizio. La collettività spende molto per tenere gli autobus fermi in coda con le macchine, perché non si vogliono realizzare in maniera congrua le busvie, ossia delle sedi protette per le corse degli autobus. Solo questo permetterebbe di aumentare la velocità commerciale degli autobus e con un terzo di macchine sullo stesso percorso si realizzerebbe lo stesso servizio di oggi.
Nessun segnale di controtendenza appare allorizzonte, anzi.
Un elemento di disincentivo allutilizzo del mezzo pubblico è il prezzo dei biglietti ATAF. La spesa di 1 euro per fare un tragitto anche brevissimo e di 1 altro euro per tornare indietro, scoraggia. Quasi 4.000 lire per spostarsi appare a chiunque una richiesta eccessiva per un servizio al massimo dellefficienza, figuriamoci per quello che ci viene offerto.
Certo non è un segnale di controtendenza a questo degrado (questo sì, è degrado, altro che gradini del Duomo usati come sedili) laziendalizzazione di ATAF (ATAF s.p.a.) come di altri beni e servizi pubblici: questa amministrazione ha deciso di passare il patrimonio dei cittadini, ciò che noi abbiamo pagato perché esistesse e funzionasse per la mobilità della comunità, in mani private, spostando nella sfera del business la gestione di un servizio essenziale.
La s.p.a., in quanto vincolata alla chiusura del bilancio in positivo, ed i soci privati che vi entreranno, mireranno inevitabilmente alla realizzazione di profitto piuttosto che a potenziare il servizio pubblico e la sua funzionalità. A scontare la privatizzazione saranno dunque gli utenti, per quanto riguarda qualità del servizio e tariffe ed i lavoratori, dato che i risparmi verranno come al solito fatti sui costi del lavoro.
Per quanto riguarda il ferro, da anni per Firenze si parla della "cura del ferro", ovvero del potenziamento del trasporto pubblico urbano su ferrovia. A fronte di tante parole spese, ad oggi nessun provvedimento sembra andare in questa direzione.
Anche il progetto Tav libererà binari per il trasporto urbano, è vero! Ma solo nel 2010-2012, termine previsto per i lavori di sottoattraversamento, con costi e con un impatto ambientale altissimi (i 2500 miliardi di vecchie lire preventivati, i problemi idrogeologici ed i rischi per circa 170 palazzi), mentre nuovi binari sono possibili anche in superficie con costi minori e in tempi più brevi, di fronte alla urgenza di dare risposte credibili e concrete ai drammatici problemi della mobilità nellarea fiorentina e del trasporto ferroviario, senza attendere 7-8 anni!
LE NOSTRE PROPOSTE
1. SVILUPPO DI UN SISTEMA COORDINATO DI TRASPORTO PUBBLICO attraverso i seguenti interventi:
Ristrutturazione e potenziamento del nodo ferroviario fiorentino: due binari di corsa in più tra Firenze C.M e Castello/Prato in superficie (totale sei binari di corsa), unico sistema stazione Firenze Santa Maria Novella - Statuto con incremento dei binari di testa e di quelli passanti (aumento della capacità di arrivo e partenza treni), utilizzo di tutte le linee, stazioni e fermate FS (prevedendone anche di nuove) per il servizio metropolitano, considerata la dismissione di altre funzioni, come le officine del Romito e la Dogana di via Valfonda.
Riapertura della stazione di Porta a Prato, della tratta Firenze Cascine Porta a Prato, ipotesi di nuova linea FS o tramvia Firenze Cascine Scandicci.
Potenziamento linee regionali FS: elettrificazione Faentina (già prevista), raddoppio/elettrificazione Empoli Siena Chiusi, raddoppio Pistoia Viareggio.
Realizzazione del servizio metropolitano FS, regolare e cadenzato di area vasta: (frequenza 10/20), Pistoia Montevarchi Arezzo, anello del Mugello, linea pisana, Siena Val dElsa Empoli, potenziamento dei collegamenti interregionali della Porrettana e della Faentina (Borgo San Lorenzo Marradi Faenza), della Pistoia Porretta Bologna Cle per alleggerire e ridurre la saturazione della linea dorsale e valorizzare i territori montani (montagna pistoiese e Mugello Alto Mugello), collegamento e utilizzo della linea A.V. a S. Pellegrino (Firenzuola) per il trasporto della pietra serena ed anche per il servizio viaggiatori; rinnovamento parco rotabili (vetture) e locomotori, incremento della manutenzione/sicurezza, adeguamento organici FS.
Maggiori finanziamenti al sistema delle tramvie nellarea fiorentina e tempi più brevi per la loro realizzazione.
Servizio coordinato del trasporto pubblico tra gomma e rotaia (complementarietà, eliminazione doppioni, incremento servizi di collegamento delle zone e frazioni più periferiche,
) con un forte ruolo di programmazione della Regione/Provincia/Comuni (vedi prossime gare per affidamento del servizio di trasporto pubblico locale).
Verifica sullutilità/necessità del progetto di metropolitana per Firenze, alla luce dei suddetti interventi (tramvia, FS, rilancio Ataf).
Sospensione/rinvio/azzeramento del progetto di sottoattraversamento TAV e nuova stazione sotterranea Belfiore/Macelli, in quanto scelta trasportistica non prioritaria (impatto/efficacia) e allo scopo di dirottare i finanziamenti previsti (2500 miliardi di vecchie lire/125 milioni di euro) alla realizzazione in tempi più brevi degli interventi sopra delineati nel loro insieme (PRIORITA/USO DELLE RISORSE/RISULTATI).
1. RIPENSAMENTO DEL SISTEMA DI SOSTA con le seguenti modalità:
Fermare la privatizzazione del suolo pubblico portata avanti da Firenze parcheggi SpA.
Parcheggio gratuito e/o a prezzo politico per la sosta che serve ospedali/cimiteri/parcheggi scambiatori.
Tariffe a pagamento progressivo solo nel Centro storico, per scoraggiare lingresso e a tutela dei residenti.
Sciogliere o rimettere in discussione lassetto di Firenze parcheggi s.p.a. per ricondurre la gestione della sosta direttamente in ambito pubblico.
Parcheggi scambiatori con treni, tramvie e bus ai margini della città (sosta compresa nel biglietto di abbonamento).
1.
2. INCREMENTO DELLE PISTE CICLABILI:
Realizzare una rete efficiente di percorsi e piste ciclabili (garantendo protezione dallinquinamento, sicurezza, segnalamento, noleggio bici).
Nuove aree pedonali percorribili da bici, taxi, piccoli bus,
1. POTENZIAMENTO DEL TRASPORTO PUBBLICO SU GOMMA con le seguenti priorità:
Fermare la privatizzazione e la societarizzazione Ataf, rilanciando il ruolo di fondo dellAzienda e prevedere ununica società di gestione bus/tramvie.
Elevare la velocità commerciale dei bus, il loro comfort, realizzare sedi e itinerari protetti e sicuri per il mezzo pubblico, abbattere le barriere architettoniche.
Potenziare il servizio e le corse (anche la sera), rivedere gli itinerari, raccordare gli orari con le tramvie e i treni.
Nuova politica tariffaria: ridurre i prezzi, proporre tariffe e abbonamenti unificati per lutilizzo di treni, bus, linee extraurbane, tramvie, parcheggi scambiatori e biciclette, prevedere fasce orarie e/o tipologie di utenza a PREZZI POLITICI, biglietti per i turisti con più corse e per più giorni.
Bus e linee extraurbane: ridurre le emissioni, trazione elettrica, combustibili meno inquinanti, programmazione del servizio ccordinata e complementare con treni e tramvie.
Inserire da parte degli Enti Locali (Regione/Provincia/comuni) criteri e parametri trasparenti di qualità/quantità/comfort/sicurezza/emissioni/rispetto diritti sindacali nelle gare per laffidamento del TPL.
1. TRASPORTO PUBBLICO E VIABILITÁ:
Scegliere la Gestione diretta della manutenzione e della sicurezza stradale da parte della Provincia e superamento del "GLOBAL SERVICE" (vedi S.G.C. FI-PI-LI).
Migliorare la sicurezza stradale e la mobilità: zone pedonali, corsie protette, limiti di velocità, educazione stradale nelle scuole, mezzi di trasporto individuali non inquinanti.
I temi che continueremo a porre al centro della nostra iniziativa politica e sui quali forte è sempre stata la nostra opposizione nei confronti dei governi locali sono i seguenti:
Sottoattraversamento e nuova stazione TAV di Firenze: durata cantieri e finanziamenti, impatto ambientale, uso alternativo delle risorse e nostre proposte sulla mobilità, blocco/rinvio dellinizio dei lavori.
Firenze Parcheggi e problema della sosta.
Situazione del trasporto regionale FS e disservizi per i pendolari.
Situazione del servizio Ataf, tariffe e velocità commerciale.
Inquinamento, qualità dellaria, emissioni
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