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Attenti all'anarchico di stato Nel 1972 mettevamo in scena "Pum, pum! Chi e'? La polizia!" uno spettacolo nel quale si raccontava di come dietro alle bombe di quegli anni ci fossero i servizi segreti. Nel testo stampato dello spettacolo inserimmo un'inchiesta a mo' di prologo su quanto era scaturito dalle indagini giudiziarie e dalle controinchieste del Movimento. Si racconta dei primi attentati di quegli anni, le bombe contro l'abitazione del questore di Padova Bonanno, due sedi del Movimento Sociale, il Palazzo di Giustizia e l'ufficio del rettore dell'Universita' di Padova, Opocher. Le bombe vennero attribuite al Movimento Studentesco. Ma subito iniziarono a venire fuori nomi di terroristi di destra: Freda, Ventura, Fachini. Si racconta di Juliano, un commissario che aveva osato seguire la "pista nera" e che finisce per essere accusato di distribuire armi ed esplosivi ai terroristi. E si parla del poliziotto Salvatore Ippolito e del fascista Mario Merlino, entrambi infiltrati nel gruppo anarchico "22 marzo", frequentato da Pietro Valpreda. Quel Valpreda che in seguito verra' accusato dell'attentato del 12 dicembre '69 alla Banca dell'Agricoltura che costo' la vita a 16 persone. Ormai sappiamo con certezza che in quegli anni dicevamo la verita'. Quintali di documenti riservati sono via via saltati fuori dai sottoscala del potere. Essi ci raccontano la storia di una provocazione costante e criminale che costo' centinaia di vite umane. Storie incredibili di aerei militari che trasportano i terroristi che vanno a piazzare "bombe anarchiche" e di carabinieri che brindano dopo il sequestro e lo stupro di Franca: un'azione militare ben riuscita! Quello che vediamo in questi giorni e' un'incredibile ripetizione di quello che successe allora. E, come se nulla fosse mai accaduto, ancora sentiamo parlare di bombe anarchiche. E Bruno Vespa ha orgasmi multipli, in diretta mentre racconta di decine di falsi allarmi per bombe in tutta l'Italia. E il marsupio, smarrito per strada da un extracomunitario, diventa un evento mediatico carico di dramma. Ma le bombe ci sono state veramente e solo per fortuna non hanno ucciso nessuno. Un agente pero' ha rischiato di perdere un occhio. E ancora una volta siamo qui a guardare una scena agghiacciante. Di fronte al crescere di un movimento di contestazione mondiale profondamente pacifico, il potere risponde cercando di trascinarlo nel gioco della violenza. Ecco le bombe, ecco che si cerca la scusa per picchiare e arrestare, sperando che qualcuno tra i giovani accetti lo scontro militare. E per essere sicuri che questo succeda state certi che gia' sono all'opera nuovi infiltrati. Al momento in cui scriviamo (giovedì 19 luglio) ancora non sappiamo cosa succedera' a Genova in questi prossimi 3 giorni. Speriamo che non succeda nulla ma sara' difficile. E c'e' da chiedersi se sia stata saggia la scelta di preferire l'assedio a Genova alla proposta avanzata da molti di darsi appuntamento altrove come si era fatto con l'incontro di Porto Alegre, in occasione del summit dei potenti a Davos. Abbiamo tentato fino all'ultimo momento di convincere i rappresentanti del movimento a trasferire le manifestazioni altrove. Pensate quale ridicolo avrebbe coperto i potenti se li avessimo lasciati da soli nella loro citta' blindata. A volte ritirarsi richiede piu' coraggio che andare allo scontro. Ma crediamo che il movimento oggi abbia una maturita' diversa. A Porto Alegre si e' visto l'incontro di migliaia di gruppi che non si limitano a fare comizi e cortei ma costruiscono alternative. Oggi il Movimento e' capace di far crollare le vendite della Nike e il valore delle azioni della Monsanto. Importa tonnellate di caffe' prodotto dalle cooperative del Sud America, borse dall'Africa, vasellame dall'India. Il Movimento presta denaro a 20 milioni di donne in miseria permettendo loro di aprire un'attivita' e fa corsi di autoimpresa via internet in 300 dialetti. Gli ecovillaggi africani fermano l'avanzata del deserto utilizzando tecniche neolitiche. E il Movimento dei Micro Orti sfama milioni di persone nelle favelas, facendo conoscere le tecniche agricole dei Maja. Ottengono raccolti impossibili in pochi metri di terra perche' piantano insieme l'aglio che protegge il mais che spinge le radici in profondita' aiutando le zucche che succhiano l'energia prodotta dai fagioli. Oggi milioni di persone stanno usando l'intelligenza e la passione per coltivare un modo diverso di vivere nelle pieghe dello spreco e della follia di questo sistema economico. Con la Strategia della Tensione non sono riusciti a fermare il Movimento negli anni '70, non ci riusciranno neanche ora. Pero' allora riuscirono a farci perdere molto tempo e molti compagni, uccisi o spinti a reagire in maniera violenta alla brutalita' criminale del potere. Molte persone furono assassinate da una furia insensata e inutile. L'epica delle barricate ha un fascino enorme e purificatore. Regala emozioni raggianti, turbinii di bandiere, inni e sogni di donne bellissime che accarezzano le ferite dell'eroe. A volte pero', se vuoi combattere la disperazione e la fame del mondo zappare la terra e' l'unica possibilita' che hai a disposizione. E dopo che hai zappato devi pure concimare e ti sporchi le mani di merda. E quando puzzi di letame e' piu' difficile che senti cantare gli inni di gloria. Ma poi, quando le piante crescono puoi mangiare e anche bere, se hai avuto l'accortezza di piantare anche la vite. Dario, Franca e Jacopo Fo |