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Un comunicato degli Anarchici
Non spediamo pacchi bomba, non diamo fuoco alle città.

Nel ricordare che migliaia di anarchici hanno preso parte alla protesta pacifica contro il G8 precisiamo che:
1) nulla ci accomuna agli "anarchici" del BlackBloc e tipologie analoghe. Chiunque puo' definirsi o essere definito anarchico: noi guardiamo ai comportamenti, non alle etichette;
2) ciascuno deve assumersi la propria responsabilità. Esattamente il contrario della pratica ingiustificabile di compiere violenze per poi "rifugiarsi" tra gli altri dimostranti, esponendoli ai brutali attacchi delle forze dell'ordine;
3) il nostro modo di essere presenti nel conflitto sociale si ispira ai valori espressi in oltre un secolo di storia dal movimento anarchico organizzato, nato in seno alla Prima Internazionale e poi sviluppatosi nelle lotte sindacali, nell'antifascismo, nella difesa appassionata delle libertà individuali e sociali.
Riteniamo che la violenza indiscriminata e il terrorismo (anche psicologico) siano strumenti funzionali al potere, non certo a chi vuole realizzaresenza coercizioneuna profonda trasformazione sociale di segno libertario: strumenti di cui il potere si serve, come a Genova, per eliminare spazi di libertà e agibilità politica. Chi spedisce pacchi bomba, chi mette a ferro e fuoco una città, favorito dalla tolleranza e dalla lampante complicità delle forze dell'ordine -così solerti con i dimostranti pacifici- non ha niente in comune con noi, indipendentemente da eventuali comuni autodefinizioni.
Redazione della rivista A, Circolo libertario Pisacane di Bassano del Grappa, Archivio storico della Federazione anarchica italiana di Imola, Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa di Milano, Cooperativa Alekos di Milano