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da "Liberazione" del 29-11-2001 di Monica Sgherri QUESTA MATTINA E STATO SGOMBERATO IL CPA-FIRENZE SUD Una soluzione di ordine pubblico per cancellare uno spazio decennale di aggregazione sociale, culturale e politica: nellarea ex Longinotti nascerà un grande centro commerciale Questa mattina alle sette, quando il presidio di occupanti è uscito per andare a lavorare, le forze dellordine hanno sgomberato il CPA-Firenze sud, Centro Popolare Autogestito, che da 12 anni occupava larea ex Longinotti di Firenze. Al posto del CPA, uno spazio di aggregazione sociale e culturale che risponde anche al disagio giovanile e che in tutti questi anni ha ottenuto indubbi riconoscimenti sul valore e sulla positività delle attività svolte, nascerà un grande centro commerciale di 12.000 metri quadrati. La vicenda di questa area nasce nel 1985 con un investimento, si dovrebbe ammettere, almeno incauto della Coop che compra unarea industriale dimessa. Tutto tace fino allapprovazione del PRGC con lamministrazione Primicerio dove, lo denunciammo fin dallinizio, si attua un gioco esemplare di rimpallo dei ruoli tra Regione e Comune: il Comune conferma larea Longinotti come area dimessa (rimandando dunque a atti successivi la sua definizione), la Regione modifica questa previsione mettendovi un bollino area di grande distribuzione e, a questo punto, ovviamente il Comune non si oppone ma oltretutto approva una iter amministrativo accelerato. Ma allepoca la buona coscienza del Consiglio Comunale si salva approvando un ordine del giorno che riconosce il valore positivo dellesperienza del CPA e gli concede, allinterno di quella stessa area, una palazzina dove proseguire le proprie attività. Di quellimpegno verso il CPA in quellordine del giorno approvato ovviamente non ne è stato fatto nulla. Neanche questa Amministrazione di centro sinistra attuale non ha espresso nessuna reale volontà politica per ricomporre una vicenda complessa e con molti attori, al fine di dare risposta anche alle parti economicamente e socialmente più deboli: i piccoli commercianti destinati a chiudere, gli abitanti del quartiere che vedranno peggiorare notevolmente le loro condizioni di vivibilità urbana stante linevitabile incremento di inquinamento acustico ed atmosferico (il funzionamento del centro commerciale comporterà unaggiunta di 6.000 macchine al giorno oltre al traffico per il rifornimento merci), ed infine la scomparsa di un luogo di aggregazione sociale e culturale. E daltra parte che vi fosse un ampio schieramento in città contro il centro commerciale lo dimostra anche quel referendum comunale svoltosi ad ottobre che, ha evidenziato che il 37% era contrario allintervento. Un referendum nato male (il cui esito era inefficace), senza informazione, schiacciato dal tentativo del centro destra di caratterizzarsi come unico protagonista (aiutato ovviamente dal centro sinistra) e soprattutto sponsorizzato in maniera pesantissima da una coop scatenata che ha diffuso informazioni del tutto parziali se non false. Nonostante la poca partecipazione al voto e la disincentivazione della sinistra ad andare a votare quasi metà città si è dichiarata contraria. Gli occupanti del CPA anche in questi ultimi mesi hanno portato avanti una battaglia chiara e coerente: la soluzione a questa vicenda non poteva trovarsi nella trattativa per lindividuazione di un area dove trasferire le loro attività: non si barattava una battaglia decennale per un uso sociale degli spazi dismessi per la salvaguardia della propria esperienza, accettando, semmai, anche la richiesta di trasformazione della propria identità (costituirsi in associazione). Vale infatti ricordare che più di 12 anni fa il CPA aveva inizialmente occupato un immobile pubblico liberato poi spontaneamente quando in quellarea il Comune aveva previsto un asilo nido. Il CPA ed insieme a loro tutta quella parte di associazioni ambientaliste e un vasta realtà di cittadini e comitati chiedeva allamministrazione comunale di ridimensionare il progetto di centro commerciale. A questa complessa realtà sociale culturale e politica la Giunta comunale non ha dato una risposta politica bensì quella dello sgombero. Una risposta di ordine pubblico per affermare nella sostanza che il tema del recupero delle aree dimesse è dominato esclusivamente dalla compatibilità immobiliare ed economica: massimo sfruttamento degli spazi e massima concentrazione delle attività. Lo sgombero è avvenuto senza incidenti e questo dimostra la caratteristica del CPA che ha portato avanti coraggiosamente una battaglia forte in città contro luso speculativo delle aree dimesse e contro la desertificazione sociale delle periferie pregiate che si nasconde dietro il nome accattivante di piani di riqualificazione urbana senza con questo cadere in provocazioni o scorciatoie violente. La risposta allo sgombero è stata immediata: un presidio stamani mattina davanti al CPA con un corteo spontaneo nel quartiere e una grande manifestazione autoconvocata nel pomeriggio, alla quale hanno partecipato tantissimi cittadini, giovani, collettivi studenteschi e rappresentanti dellassociazionismo, delle organizzazioni sindacali di base, del mondo dellinquilinato,. E fallita la speranza di uno sgombero violento sul quale organizzare una campagna di delegittimazione del CPA e rimettersi la coscienza a posto. Il problema torna nuovamente alla sfera della politica. Quale soluzione si proporrà per quella parte di città che sostiene la battaglia a favore di una politica urbanistica che favorisca la trasformazione e la crescita delle città con progetti socialmente e ambientalmente compatibili, per quella città che ha sostenuto e sostiene lesperienza del Cpa . Quale soluzione lamministrazione vorrà dare al CPA affinché prosegua la sua esperienza con i suoi contenuti e con la sua identità: sarà una risposta politica o nuovamente una risposta di ordine pubblico? Monica Sgherri Capogruppo Rifondazione Comunista Comune di Firenze 28 novembre 2001 |
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da "il manifesto" del 29-11-2001 di R. Chiari Il comune di Firenze sgombera il Cpa Il centro popolare autogestito chiuso dopo 12 anni di occupazione. Al suo posto nascerà un centro commerciale Coop La bandiera rossa è rimasta appesa a una finestra. Proprio sopra la scritta "no eroina" che da dodici anni dava il benvenuto nel Centro popolare autogestito Firenze sud. Oggi la più bella casa del popolo cittadina non esiste più. E' stata occupata da un esercito di polizia e carabinieri, e sarà consegnata alle ruspe ed al futuro, gigantesco centro commerciale targato Unicoop Firenze che sorgerà sulle macerie dell'area ex Longinotti. Una lunghissima diretta radiofonica di Controradio sveglia i fiorentini, e dalle 8.30 del mattino fino a tarda sera li avverte che lo sgombero del Cpa è cosa fatta. Senza violenze fisiche, ma lasciando un gran vuoto dentro. Meno male che ci sono loro, quel gruppo di eterni ragazzi che dal 1989 ad oggi hanno reso ogni giorno un servizio sociale, politico e culturale alla città del fiorino. Fanno sapere che "la migliore risposta ad uno sgombero è una nuova occupazione", mentre il primo dei due cortei organizzati nella giornata attraversa il quartiere di Gavinana. Ma Edoardo quasi piange, quando grida al megafono la sua rabbia per la sconfitta della politica come soddisfazione dei più elementari bisogni sociali. Invece Michele è arrabbiato nero, ed accusa l'assessore alla casa di Palazzo Vecchio, Tea Albini, di aver cercato di comprare il Cpa offrendo uno spazio alternativo che in realtà si affaccia su due palazzine di edilizia pubblica, regolarmente abitate. "Il comune è stato doppio, ambiguo e superficiale". Un'accusa che alla sera sarà ripetuta da Guido, e rivolta vie etere direttamente al sindaco diessino Leonardo Domenici. Il responsabile di un'amministrazione di centrosinistra che non è stata capace di rispondere alla richiesta del consiglio comunale di salvaguardare l'esperienza del Cpa. Le forze dell'ordine entrano in un Cpa deserto alle 8.10, dopo che il presidio notturno se n'è andato sotto il peso del lavoro quotidiano. Alle 9.30 il prefetto Achille Serra telefona di persona a Controradio, e si appella al senso di responsabilità, all'intelligenza e alla maturità del Cpa e dei fiorentini perché tutto vada avanti così, senza violenze. "Non potevo fare altrimenti", spiega Serra e quasi si scusa per aver eseguito un ordine della magistratura. Dopo in radio canta Eddie Cochran e cantano i Clash, ma la canzone è la stessa: "I fought the law, the law won". Davanti al Cpa è tutto tranquillo, molti passanti sono contenti: "Finalmente va via questo sudiciume, e potrò venire a far compere senza prendere la macchina". Sono i fiorentini che hanno dato la vittoria al "partito Coop" del centro commerciale nel referendum consultivo (e non vincolante) indetto dal comune. Dopo che ben due votazioni in consiglio comunale hanno dato il via libera al "piano di riqualificazione urbana" sull'ex Longinotti. Solo Rifondazione si è opposta, e anche oggi denuncia la mancanza di volontà di salvaguardare l'esperienza del Cpa. "E' la sconfitta della politica - commenta amaro il giovane diessino critico Gregorio Malavolti - un brutto giorno per la città". I problemi urbanistici della zona, porta sud della città ed a saturazione residenziale, hanno fatto storcere la bocca a molti addetti ai lavori. Unicoop risponde dicendo di aver speso 19 miliardi nel 1985 per acquistare l'area, e di volerne spendere altri 20 per costruire uffici e un auditorium da lasciare al comune, nell'enorme spazio che sarà occupato slo in parte da un centro commerciale da 12mila metri quadrati, con un supermercato alimentare da 3.300. Un commissario di polizia, casco alla cintura, parla tranquillamente con i cronisti. "E' pazzesco - dice - mi hanno detto che questa era diventata una vera casa del popolo". Mentre quella storica del quartiere, il circolo Vie Nuove, ha chiesto la licenza per ospitare la sala da bingo, cancellando così la vecchia tradizionale tombola dalle sue attività. Fra i cittadini però non ci sono solo quelli che benpensano. "Bravi - gridano alcuni anziani al passaggio del corteo del mattino - andate avanti così". Infatti la sera si forma un nuovo corteo, in piazza Ferrucci. Non più duecento persone, stavolta sono quasi duemila. "Ben oltre la solidarietà al Centro popolare autogestito Firenze sud", recita il comunicato del Movimento antagonista toscano, anima dell'altro centro sociale cittadino, l'ex Emerson. Anch'esso a rischio di sgombero. "Quel Cpa non esiste più - dice Vanni - ma il collettivo è vivo". Lo striscione che accompagna il corteo della sera è tutto un programma: "Ma non finisce mica qui". Perché il Centro popolare autogestito tornerà ad occupare. Presto. |
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