LE NOTIZIE SULLA OCCUPAZIONE DOCUMENTI DELL'ASSEMBLEA -LE NOTIZIE SULLO SGOMBERO

RIFONDAZIONE COMUNISTA: "BASTA CON LA CRIMINALIZZAZIONE DEL CPA
"La campagna di criminalizzazione che è in atto nei confronti del centro popolare autogestito Firenze-sud, il clima di paura che si va creando intorno a questa realtà hanno dimostrato quanto sono artificiose. Oggi uno schieramento di polizia ed i portoni chiusi di Palazzo Vecchio ed una riunione dei capigruppo per l’arrivo di alcuni rappresentanti del cpa, che poi sono entrati nel Salone dei Duecento e non ha compiuto nessuno di quei temuti atti paventati". Lo hanno detto la capogruppo di Rifondazione Comunista Monica Sgherri ed il segretario provinciale Niccolò Pecorini.

"Questo dimostra che il cpa semmai può far paura politicamente - hanno aggiunto Sgherri e Pecorini - perché smuove le coscienze perché tocca questioni sociali complesse ed è necessario trovare una risposta politica ai problemi da loro posti invece di alimentare campagne di ordine pubblico o di sospetto. L’occupazione simbolica di un immobile avvenuta sabato scorso, la loro presenza ed il loro comportamento oggi nel Salone dei Duecento dimostrano che la lotta del centro popolare autogestito si svolge su un terreno prettamente politico e non di scontro fisico. ". (fn)


SGOMBERO CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO FIRENZE-SUD, INTERVIENE RIFONDAZIONE COMUNISTA

«Stamani mattina si è tentato di mettere fine nel modo peggiore alla straordinaria esperienza di autorganizzazione e lotta contro il degrado urbano rappresentata in questi anni dal centro popolare autogestito Firenze-sud. Lo sgombero di oggi è il segnale che, aldilà delle parole, nessuna volontà politica è stata messa in atto dall’amministrazione comunale per dare soluzione ad una complessa vertenza sociale dove gli interessi delle grandi catene di distribuzione urtano contro i bisogni popolari». E’ quanto ha dichiarato la capogruppo di Rifondazione Comunista Monica Sgherri insieme al segretario provinciale Niccolò Pecorini ed al segretario regionale Mario Ricci.
«Non è un caso - hanno puntualizzato i tre esponenti di Rifondazione - che in questo clima di arruolamento generale ogni forma di opposizione sociale venga trattata come problema di ordine pubblico, restringendo nei fatti il diritto al dissenso e gli spazi di agibilità democratica per tutte le voci fuori dal coro. L’amministrazione comunale ha rinunciato a svolgere una funzione positiva impegnandosi per un ridimensionamento funzionale dell’area, ed ha scelto la soluzione di ordine pubblico subordinando gli interessi collettive dei cittadini e del tessuto urbano al potere forte rappresentato dalla Lega delle Cooperative».
«Il clima pacifico in cui si sono svolti i fatti di stamattina - hanno concluso Sgherri, Pecorini e Ricci - dimostra come l’opposizione sociale che in questi anni si è opposta alle speculazioni edilizie, al proliferare dei centri commerciali, alla “città-vetrina”, alla desertificazione delle periferie pregiate fonda il proprio radicamento sulla forza dei contenuti e delle opinioni. Ora è più chiaro di ieri che non si tratta di un problema d’intervento della forza pubblica, bensì di un modo diverso di concepire lo sviluppo e il governo della città».

SGOMBERO CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO FIRENZE-SUD, INTERVENGONO GIORGIO BONSANTI E ALBERTO FORMIGLI (DS)
Questo il testo dell'intervento dei consiglieri D.S.: Giorgio Bonsanti (Presidente del Comitato per il NO) ed Alberto Formigli
«Ampiamente preannunciati, sono stati messi in atto i provvedimenti finalizzati al recupero alla Proprietà dell’area ex-Longinotti occupata dal C.P.A.
E’ da apprezzare che, a parte le manifestazioni di dissenso ovviamente legittime, l’operazione si sia svolta senza esasperazione di una situazione oggettivamente delicata.
L’intervento non va inteso come la conclusione di un percorso che chiuda un capitolo problematico nella storia della nostra città. Si tratta piuttosto dell’inizio di un processo che condurrà, da un lato, alla soluzione lungamente attesa di un problema di riassetto urbano che sembrava incancrenito; dall’altro, alla disponibilità di spazi per il prosieguo di attività connesse con il mondo della creatività e dell’associazionismo giovanili. E’ da augurarsi a questo proposito che il C.P.A. accolga, senza radicalizzare ulteriormente la situazione, l’offerta specifica di una nuova sede avanzata dal Sindaco, che ha dato prova nell’occasione di sensibilità ed attenzione alle manifestazioni di culture alternative nella città.
Per quanto riguarda infine la destinazione e l’utilizzo dell’area, va richiamato senza indecisioni che due terzi dei fiorentini si sono esplicitamente e democraticamente espressi a favore del progetto approvato dagli organi di governo della città, tanto che qualsiasi ulteriore iniziativa contraria, di qualunque segno e di qualunque natura, si dichiarerebbe come gravemente lesiva delle libertà fondamentali nel nostro Paese». (fn)

Da Controradio
CPA: 'LA MIGLIOR RISPOSTA ALLO SGOMBERO E’ UN’ALTRA OCCUPAZIONE'
Hanno lasciato il CPA verso le 7.30 dopo un’altra notte passata a presidiare la sede del centro sociale minacciato di sgombero. Dopo poco più di mezz’ora una cinquantina di uomini tra carabinieri e polizia hanno fatto irruzione nella palazzina di Viale Giannotti. Dentro non c’era nessuno; fuori, camionette di carabinieri, auto della polizia, forze dell’ordine sparse un po’ ovunque nella zona di Gavinana. La notizia si diffonde, davanti alla sede del cpa iniziano ad arrivare militanti, simpatizzanti, consiglieri comunali, rappresentanti sindacali, ragazzi che in questi anni hanno condiviso l’esperienza del centro sociale fiorentino.
Polizia e carabinieri presidiano l’entrata; dall’altra parte della strada 2, 3 cento persone bloccano il traffico su una corsia e pacificamente manifestano contro lo sgombero e la costruzione del centro commerciale coop nell’area. A tempo di record è stato preparato il volantino per informare sulla manifestazione indetta per il pomeriggio in piazza Ferrucci: ‘Hanno sgomberato il CPA Firenze sud la responsabilità politica di tutto questo è da attribuire al sindaco e ai DS’. In fondo al volantino si leggeva ‘la migliore risposta ad uno sgombero è un’altra occupazione’. Il presidio si scioglie, si decide per un corteo improvvisato nelle strade del quartiere per testimoniare a tutti che il CPA Firenze sud, anche se sgomberato, esiste ancora.
Questo pomeriggio il corteo si è radunato secondo i programmi in piazza Ferrucci da dove è partita la manifestazione.

CPA; “NON FINISCE QUI”: OLTRE 2000 IN CORTEO CONTRO LO SGOMBERO
“Giunta di destra, giunta di sinistra, chi sgombera le case è sempre un fascista”. Questo lo slogan di uno degli striscioni più significativi esposti oggi pomeriggio nel corso della manifestazione di protesta che ha percorso il quartiere fiorentino di Gavinana per protestare contro lo sgombero del centro popolare autogestito di viale Giannotti. Il provvedimento era nell’aria da tempo ma l’emozione per un momento comunque considerato storico da molti ha fatto sì che al corteo prendessero parte oltre duemila persone. A fianco dei manifestanti hanno sfilato in corteo anche alcuni esponenti politici della città, tra cui il capogruppo di Rifondazione comunista al consiglio comunale Monica Sgherri e il segretario provinciale fiorentino di Rifondazione Niccolò Pecorini.
Accanto ai numerosi striscioni preparati per l’occasione dagli attivisti del centro sociale sono spuntate anche le bandiere dell’Unione inquilini, dei Cobas e di Rifondazione, che con la loro presenza hanno solidarizzato con la causa del centro sociale che ha fatto la storia dell’area ex Longinotti negli ultimi 12 anni. Dopo essersi radunato in piazza Ferrucci alle 17, il corteo è partito intorno alle 18 e 10 per dirigersi verso via Orsini, passando per viale Giannotti e via di Ripoli prima di fare ritorno verso l’area ex Longinotti.
Imponente la presenza delle forze dell’ordine, ma il corteo si è svolto in modo pacifico, e i manganelli, gli elmi e gli scudi in plexiglas della polizia non sono stati indossati e sono rimasti del tutto inutilizzati. Gli unici momenti di tensione si sono verificati quando alcuni manifestanti hanno sfondato la porta del circolo ricreativo “L’Affratellamento”, una casa del popolo chiusa da oltre 7 anni in via Orsini. Oltre ai tanti attivisti un’altra grande protagonista del corteo è stata la musica: 99 Posse, Rage against the machine e tanti altri gruppi di “contestazione”. Una presenza costante, decisa, rassicurante. E non poteva essere altrimenti, dal momento che nei suoi dodici anni di storia il Cpa ha offerto anche tantissima musica di grande qualità.

Da La Nazione del 29.11.2001
Il prefetto: «Sono contento per l'atto di intelligenza degli occupanti»
Il prefetto Achille Serra è soddisfatto per come sono andate le cose al Cpa. «Lo sgombero cui ero costretto — ha spiegato — è stato indolore come ci eravamo augurati. Sono contento per l'atto di intelligenza degli occupanti che hanno capito che non si poteva fare diversamente e hanno contribuito a tenere bassi i toni. E mi complimento con l'eccezionale professionalità dimostrata dalle forze dell'ordine».
E adesso dove andranno tutti questi giovani? «Se volessero perseguire la strada dell'intelligenza finora intrapresa accoglierebbero la proposta del Comune di "invadere" pacificamente la ex segheria per non disperdere quel patrimonio di esperienze che hanno finora accumulato. Comunque decideranno loro».
E dal Cpa a via Bufalini il passo è fin troppo breve. Si tratta dell'ultima occupazione abusiva dello stabile abbandonato da tempo da una società di Padova difronte alla sede della Cassa di Risparmio. «Quello è un altro fatto — spiega il prefetto — per poter sgomberare un edificio infatti è necessario che il padrone di casa presenti querela, quindi il magistrato deve valutare l'opportunità di un decreto di sequestro. Una procedura che si potrebbe anche sbrigare in poco tempo. Qualora venisse attivata e arivasse l'ordine dovremo eseguire il provvdimento. E' anche vero, prosegue il prefetto Serra che per il patrimonio di beni e musei del centro storico, in questi tempi di guerra, abbiamo una particolare attenzione. Staremo a vedere».
am ag

Domenici: «Questione decisa da tempo»

«Per quanto riguarda il Comune la questione dell'area Longinotti era definita da tempo. C'erano state decisioni della magistratura che interessavano il prefetto e precise scelte del consiglio comunale suffragate da un referendum popolare. Mi auguro che si arrivi a una soluzione che non ponga problemi alla città e che tutti si comportino in modo equilibrato e tranquillo». Il sindaco Leonardo Domenici (nella foto) commenta così l'operazione delle forze dell'ordine, poche ore dopo lo sgombero. Anche lui non sapeva che il blitz sarebbe avvenuto ieri mattina: nell'ultima riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, dove il sindaco siede accanto al prefetto, al questore e ai comandanti delle forze dell'ordine, era stato solo deciso che lo sgombero sarebbe avvenuto entro novembre. Nè lo sapevano i vigili urbani, chiamati all'ultimo tuffo a far viabilità quando i manifestanti hanno cominciato ad assieparsi nel viale Giannotti.
«I giovani del Cpa sapevano bene che lì non potevano continuare a stare — continua il sindaco — e noi avevamo offerto il nostro appoggio tecnico. L'assessore al Patrimonio Tea Albini ha trovato una alternativa, che riteniamo tuttora valida, nella ex falegnameria comunale. Ma dal Cpa non sono venuti segnali di alcun genere».
Sul fronte opposto, il Cpa fa sapere di non essere disposto al dialogo con le istituzioni «dopo la violenza subìta con lo sgombero».

Rc: è mancata la volontà politica
«Si è tentato di mettere fine nel modo peggiore alla straordinaria esperienza di autorganizzazione e lotta contro il degrado urbano rappresentata in questi anni dal centro popolare autogestito Firenze-sud. Lo sgombero è il segnale che, aldilà delle parole, non c'è stata alcuna volontà politica dell'amministrazione comunale per dare soluzione ad una vertenza sociale dove gli interessi delle grandi catene di distribuzione urtano contro i bisogni popolari». E' quanto ha dichiarato la capogruppo di Rifondazione Monica Sgherri, col segretario provinciale Pecorini ed al segretario regionale Ricci.

Sgombero pacifico. Atteso e preparato
Sgombero pacifico. Atteso e preparato quello del Cpa di Viale Giannotti, sfrattato senza appello dalla decisione di Palazzo vecchio di accogliere il progetto per la costruzione di un nuovo centro commerciale nell'area ex Longinotti da oltre dodici anni era il quartier generale del centro popolare autogestito.Polizia e carabineri in assetto da «quasi» sommossa con gli scudi, ma senza aver indossato i caschi, si sono presentati alle porte del Cpa alle 8,30 del mattino. In realtà le forze dell'ordine hanno tenuto sotto controllo la palazzina per tutta la notte e sono intervenute solo quando sono state certe che all'interno non ci fosse nessuno. I ragazzi, infatti, una ventina che avevano presidiato la sede durante la notte, in attesa di un eventuale intervento erano usciti fra le sette e le sette e mezzo, per andare al lavoro o a scuola. In pochi minuti le forze dell'ordine sono entrate nella palazzina e ai componenti del Cpa non è rimasto altro che recuperare parte dei materiali che servivano alla loro attività.
In meno di un'ora il tam tam dell'informazione ha funzionato e un centinaio di ragazzi si sono schierati sul fronte opposto della strada urlando slogan a poliziotti e carabinieri che circondavano l'ingresso dell'edificio. Pian piano quasi tutta la sede stradale è stata invasa dai manifestanti e il traffico ha pagato il suo piccolo tributo, costretto su una sola corsia del viale. Automobilisti e passanti non hanno dimostrato troppo interesse per quello che stava accadendo e a poco è servito anche il volantinaggio che a tempo di record i giovani del Cpa hanno organizzato per promuovere la manifestazione di protesta subito organizzata per il pomeriggio.
Per ora il Cpa non ha una sede alternativa, una delle motivazioni politiche dell'occupazione del resto era soprattutto quella di ostacolare la realizzazione di un altro centro commerciale. «Pensiamo che la responsabilità politica dello sgombero del Cpa — si legge nel volantino — sia interamente da attribuire a sindaco e ds, esecutori dei progetti Unicoop. Le iniziative del sindaco altro non sono state che un tentativo di eliminare il Cpa, comprandolo con un'altra sistemazione». Per ora però l'offerta di un edificio alternativo in via Villamagna è stata rifiutata. «In quella palazzina — sostengono i ragazzi — ci vivono sette famiglie e c'è un laboratorio artigianale». Ma il Comune smentisce. L'ex falegnameria di via Villamagna — sostiene l'assessore Tea Albini — è uno spazio di 450 metri quadrati che è stato svuotato la scorsa settimana», dotato di servizi igienici e rispondente a tutte le norme di sicurezza». Albini ha anche comunicato che l' amministrazione comunale ha fornito assistenza durante lo sgombero e ha concesso ricovero alle varie suppellettili (tavoli, sedie, scaffali, televisori, amplificatori) nei magazzini comunali di via Erbosa, fino a quando non verrà trovata una nuova sistemazione. Ma i giovani del Cpa restano convinti che per uno sgombero la migliore risposta è un'altra occupazione.
Pa.Fi.

I Verdi a sostegno dell'autogestione
«Premesso che gli spazi per le attività autogestite sono da sempre carenti, ci auguriamo che questa amministrazione comunale
riesca a reperire spazi adeguati a questo scopo nelle varie sone della città, aggiungendo agli impegni già presi nuove ipotesi di spazi per l'autogestione giovanile». Lo afferma la Federazione dei Verdi della Toscana, la quale auspica che tutte le parti in causa si comportino in modo responsabile tale da nonportare a conseguenze gravi sul piano dell'ordine pubblico e degli aspetti penali.

Sospiro di sollievo dei residenti: «Era ora!»
“Basta con le scritte sui muri e il rumore”, così la gente del quartiere ha detto addio al popolo del Cpa. Sia i residenti sia i negozianti reagiscono bene allo sgombero del centro popolare autogestito di viale Giannotti. “Non ne potevo più – lamenta Roberto, pensionato e proprietario di un appartamento con finestre che si affacciano precise precise su quella che fino a ieri era l'area concerti del complesso occupato – tutti i fine settimana era buriana”. E racconta di biglie fiondate contro i suoi vetri e di feste a suon di musica robusta, imposta a tutto il vicinato fino a notte fonda. “La polizia era impotente – aggiunge – l'ho chiamata per anni e sempre mi sono sentito rispondere che non potevano farci niente”. Tirano un sospiro di sollievo anche i proprietari del distributore davanti alla palazzina occupata: “In questi anni spesso ci hanno danneggiato le pompe con gli spray – ricorda Giacomo – ma non posso dire che siano sempre stati loro. Di certo noi preferiamo un centro commerciale al posto di tutto quel disordine”. E l'opinione diffusa lungo tutti i marciapiedi del viale è più o meno la stessa. Uguale a quella che circola dietro i banconi dei negozi. “Io li conoscevo quei ragazzi – dice il fabbro che lavora accanto all'ex area Longinotti – ,venivano da me a saldare piccole cose che usavano per le loro attività. Li ho sempre ben accolti ma non condividevo il loro modo di vivere: dentro il recinto disordine e fuori solo scritte sulle facciate e rifiuti dappertutto”. In molti ammettono di non aver mai varcato il cancello al numero 69. Qualcuno per il timore di chi vi avrebbe incontrato, altri per paura dell'amianto. “Non si poteva più rimandare – spiega Stefano, impiegato nella zona – la maggior parte di quelle coperture sono realizzate in eternit, materiale altamente cancerogeno”. In molti poi si appellano alla recente consultazione cittadina. “Mi sbaglio o il referendum ha dato ragione alla proprietà?” si chiede Alessandro, fermo su uno scooter in attesa che la manifestazione liberi il viale. “Ma se non facevano male neanche alle formiche”, replica l'unica voce fuori dal coro. Quella di Armando 77 anni suonati e un passato da partigiano.
m. o.

Sinistra Giovanile «Solidarietà»
Il coordinamento cittadino della Sinistra Giovanile guarda con rammarico la chiusura di uno spazio giovanile in città. «Uno spazio sociale autonomo, libero, auto organizzato di espressione politica, musicale e culturale - spiega - Lo sgombero dell'ex Longinotti rischia di essere il simbolo di una restrizione degli spazi di espressione del dissenso e della partecipazione giovanile».
La Sinistra Giovanile solidarizza con i ragazzi che perdono un luogo ormai storico per la loro attività e spera che le attività del Cpa possano proseguire in altri spazi.

La proposta del quartiere 2
«Occorre assolutamente trovare e dare spazi ai ragazzi del Cpa Firenze sud, alla loro battaglia contro ogni globalizzazione che agisce fuori dagli schemi di partito e al di là di arcaiche ideologizzazioni». Lo afferma il presidente del consiglio di quartiere 2, Andrea Aiazzi, il quale ricorda che sulla riva destra dell'Arno, in via della Funga, c'è un immobile un tempo utilizzato come deposito Ataf e oggi in stato di totale abbandono. «In mancanza di progetto di recupero - afferma - si potrebbe dare il via lì a un'officina culturale, come da anni il quartiere 2 va proponendo

Sono arrivati alla spicciolata, in ritardo rispetto alla tabella di marcia che si erano prefissati, ma piano piano le fila si sono ingrossate fino ad arrivare a 450 o 500 persone. Qualcuno, forse esagerando un po,' parla di un migliaio di presenze. Comunque il corteo si è mosso da piazza Ferrucci pochi minuti prima delle 18.
In un primo momento sembrava che fosse diretto in centro, pare in piazza Santisima Annunziata, invece si è diretto in viale Giannotti, alla vecchia sede del Cpa appena sgomberata e presidiata da ingenti forze di polizia.
Molti slogan (Caffaz, Domenici e Cioni che differenza c'è con Berlusconi?), rumore e chiasso, ma fino all'arrivo del corteo davanti all'ex Longinotti, non si sono verificati incidenti particolari se si eccettua il gesto estemporaneo di qualche elemento più esagitato. Ci sono le Rdb, i Cobas con le bandiere rosse, l'Unione inquilini e il Movimento di lotta per la casa, ci sono esponenti di Rifondazione Comunista, ma ci sono anche tanti studenti e semplici cittadini senza bandiere. In testa a tutto e a tutti un enorme striscione con la scritta "Ma non finisce qui".
All'altezza di via Giampaolo Orsini infatti un gruppetto si è staccato dalla massa e ha sfondato il portone dell'ex circolo "Affratellamento" peraltro deserto e abbandonato da tempo (nella foto). Dopo il blitz, subito "stoppato" dalle forze dell'ordine, i contestatori sono rientrati nel ventre molle del corteo,
Qualche problema, facilmente prevedibile, si è creato invece per quanto riguarda il traffico. Alcuni autobus nel percorso del corteo sono stati deviati su tragitti alternativi e gli automobilisti hanno dovuto pazientare un po', ma tutto sommato vigili urbani e gli stessi responsabili del servizio dell'Ataf sono riusciti a limitare i disagi per gli utenti. Al passaggio del corteo molti commercianti della zona, per paura di incicenti preferiscono abbassare le serracinesche, ma i timori si suqgliano in breve temp. Un attimo di tensione solo davanti al Circolo delle Vie Nuove, ma anche qui il corteo indugia con slogan e insulti per qualche minuto poi il serpentone si rimette in movimento senza incidenti. Davanti al Cpa il corteo si ferma, si teme qualche gesto inconsulto, ma il servizio di sicurezza, coordinato dal vice questore vicario Gaetano Chiusolo, funziona a dovere e la presenza a volte discreta a volte massiccia della polizia è un valido deterrente

AI CONFINI DELLA REALTA‘ (ndr)
La migliore amica dei ragazzi del fu Cpa in viale Giannotti? «Sono io».
Parola di Tea Albini, assessore al patrimonio immobiliare di Palazzo Vecchio che a quei ragazzi ha messo sul piatto, come offerta di sede alternativa per il loro centro sociale, niente meno che la ex falegnameria comunale in via Villamagna. Un immobile di 450 metri quadrati del tutto libero, contrariamente a quanto in mattinata era stato vociferato, con gli impianti appena rimessi a norma, acqua allacciata, bagni e docce nuovi. La struttura, già completamente svuotata, è immersa nel verde del parco dell'Anconella ed ha intorno altri immobili di proprietà comunaleNon male: «Se i ragazzi accetteranno si passerà a una trattativa sull'affitto, con tutte le agevolazioni previste per le associazioni e via dicendo». Tira insomma aria di ampia disponibilità, nelle stanze dei bottoni di Palazzo Vecchio: «Il fatto che durante lo sgombero del centro sociale i ragazzi abbiano tenuto un comportamento civile – spiega la Albini – non può che favorire il dialogo». Intanto, il Comune ospiterà nei propri magazzini di via Erbosa le varie suppellettili (tavoli, sedie, scaffali, televisori, amplificatori) sgomberati dal viale Giannotti e che i ragazzi potranno recuperare quando avranno nuova sede. E a proposito di sedi, è di ieri anche la riconsegna dell'immobile di via del Pignone da parte dell'Associazione islamica che troverà spazio in via Tagliamento a Sorgane.
Monica Nocciolini

Due ponti bloccati al traffico E la città è andata subito in tilt
Molti automobilisti, reduci dalla prima giornata di targhe alterne, sono rimasti coinvolti negli ingorghi causati dal passaggio del corteo del Cpa, radunatosi intorno alle 17 in piazza Ferrucci. In particolare, la chiusura del ponte San Niccolò prima e del ponte da Verrazzano poi ha provocato code e disagi a chi era diretto verso la periferia sud della città.
Inevitabilmente, come sempre accade in questi casi, tutto il traffico sui viali di circonvallazione ha finito per risentirne e solo intorno alle 21 la circolazione è tornata a essere scorrevole.
Lo Presti (Ds) «No alla violenza»
«Sapevamo che lo sgombero sarebbe prima o poi arrivato. Le manifestazioni di protesta sono legittime, ma non possiamo accettiamo le provocazioni e le violenze, neanche verbali». Lo afferma il coordinatore cittadino del Ds, Alessandro Lo Presti, il quale ricorda che le scelte sull'ex Longinotti sono sostenute da un più che ampio consenso dei cittadini, come ha dimostrato il referendum. Ricorda inoltre che l'amministrazione comunale ha avviato il dialogo e ha già proposto al Cpa una soluzione alternativa.

PER LA SERIE: LASCIAMO PARLARE TUTTI, MA PROPRIO TUTTI:
Dove porta l'ambiguità da "La repubblica" del 30-11-2001 di P. Jozzelli
Un gesto violento appartiene innanzitutto alla responsabilità individuale di chi lo compie. Ma valutare l'aggressione al sindaco come l'azione di uno sbandato o di un folle, sembra un modo troppo semplice per liquidare quanto è avvenuto mercoledì sera. Non sarebbe la prima volta che, nelle pieghe di una vicenda ad alta tensione qual è stato lo sgombero del Cpa, qualcuno né sbandato né folle trova terreno fertile per attizzare l'antagonismo sociale. Non si tratta di pensare a trame o complotti, ma di ragionare con un po' di freddezza sui fatti. Ancora nessuno ha capito perché il Cpa, sgomberato da polizia e carabinieri su mandato di un magistrato, se la sia presa con Domenici, accusato di essere il vero diavolo di questa storia, quando il sindaco è stato l'unico a offrire una sede alternativa al centro popolare. Non si capisce nemmeno perché il Cpa rifiuti con sdegno la segheria di via Villamagna offerta dal Comune mentre accetta dal Comune l'uso di alcuni stanzoni della depositeria per accatastare le sue masserizie. Si sa che il Collettivo del Cpa ha detto no all'idea di trasformare la manifestazione di protesta in una caccia al sindaco. E tuttavia, come già accadde nella vicenda della lettera esplosiva inviata al prefetto Serra, non prende una posizione netta di condanna del gesto di violenza affermando, come fa un suo esponente, che "la giornata di mercoledì va valutata nel suo complesso". Insomma, né fuori, né dentro. Difficoltà a scegliere la strada? Possibile, ma l'incertezza o l'ambiguità possono regalare spazi a chi persegue l'antagonismo fine a se stesso, con tutti i rischi del caso.

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