LE LINEE GUIDA DI R.C. NEL QUARTIERE 3


Nel sociale, maggiore attenzione deve essere riservata ai vecchi e nuovi bisogni (disagio giovanile, anziani, bambini, ma anche integrazione degli immigrati, problema droga), bisogni che non sono rappresentati soltanto dalle tradizionali associazioni che fanno capo ai Circoli ARCI ed al volontariato laico e cattolico, e per i quali occorre sperimentare e praticare nuove forme di aggregazione ed intervento a matrice pubblica: ad esempio sale prova o impianti sportivi gratuiti, centri di aggregazione per anziani con attività, etc.
Netto rifiuto delle privatizzazioni dei servizi pubblici e sociali essenziali, ma al contrario riappropriazione del ruolo pubblico di coordinamento, indirizzo e soprattutto quando possibile anche di gestione diretta dei servizi, mirato al soddisfacimento dei bisogni che il “privato” non ha l’interesse e la volontà di assicurare (cultura, sanità, trasporti, sport, ecc.).
Tutto questo anche al fine di ridare al volontariato il suo ruolo naturale di integrazione e arricchimento di servizi che devono comunque essere assicurati dall’Ente pubblico.
Soltanto con la gestione diretta dei servizi “di base” diventa possibile operare efficacemente, in base a precise scelte politiche, per migliorare le condizioni di vita della popolazione laddove alcuni bisogni non trovano oggi risposte adeguate
Trasparenza e moralizzazione della spesa pubblica, quindi, con erogazione delle (scarse) risorse finanziarie destinate ai quartieri non “a pioggia” ma in base a precise linee di indirizzo.
Sulla gestione del verde pubblico, occorre coinvolgere i cittadini in prima persona (democrazia partecipata) e scegliendo le priorità (Galluzzo) e puntare alla valorizzazione degli “spazi minori”.
Da intensificare e sviluppare l’utilizzo sociale della Villa di Rusciano.

A tutto ciò deve accompagnarsi quindi anche l’impegno per sollecitare l’attuazione da parte della Giunta comunale di una reale politica del decentramento, supportata non solo dagli adeguati strumenti finanziari e dalla maggiore collaborazione dell’apparato comunale, ma anche dalle necessarie risorse umane e finanziarie. Purtroppo il bilancio 2004 per il quartiere prevede circa il 5% in meno rispetto a quello dello scorso anno, riduzione quantificabile complessivamente attorno ai 42.000 euro. In pratica nel 2004 ci saranno 2.215.445 euro a fronte dei 2.371.978 dell’anno precedente.
Al riguardo sottoscriviamo appieno il risultato del lavoro del Forum per Firenze, e cioè le proposte di:
ampliare il numero e ridisegnare il territorio di competenza (per porre rimedio all’evidente incongruenza di un territorio disomogeneo che al suo interno va dalla zona di S. Niccolò a S. Felice a Ema, dal Galluzzo a v. Giampaolo Orsini)
ampliare deleghe e funzioni (oggi del tutto insufficiente a garantire ai Quartieri effettivi poteri di incidere sul territorio) ed istituzione di referendum di Quartiere, consultivi e propositivi;
ridisegnare l’area dei cosiddetti pareri obbligatori su alcuni temi: urbanistica in relazione alle grandi scelte ed il riutilizzo di grandi contenitori (mai più un caso Ex Longinotti)., gli interventi economici capaci di mutare la fisionomia del territorio, i conti pubblici; istituire tavoli di coordinamento e sottoscrivere “patti di azione” tra assessorati, consigli di quartiere e laboratori di democrazia partecipata

Tra le altre questioni, occorre che i Quartieri siano chiamati a collaborare anche alla elaborazione dei P.U.T. (Piano Urbano del Traffico) specifici di settore.
Oggi, invece, anche a causa della mancata attuazione di un effettivo decentramento, il Quartiere versa in uno stato di apparente trascuratezza e abbandono da parte delle istituzioni cittadine. In molte situazioni, significativi ed immediati miglioramenti potrebbero essere apportati con spese sostenibili e non proibitive, se solo ci fosse la volontà politica di attuarli. Questo vale in particolare nel campo dell’ambiente (aree verdi da ripristinare), del sociale (destinare ad un uso pubblico le strutture che ne hanno tutte le potenzialità e restano invece inutilizzate) e della mobilità-trasporti. Per quanto riguarda quest’ultima, ogni intervento in tal senso deve partire dal presupposto che il traffico privato deve essere scoraggiato (e non incentivato con nuove grosse arterie di scorrimento) secondo due grandi linee di intervento:
attuando finalmente una diversa politica urbanistica, che non privilegi la grande distribuzione (attrattrice di traffico) e l’accentramento, bensì la capillarità ed il decentramento delle strutture pubbliche e private (commerciali, ricreative, di aggregazione e servizio, ecc.) e
favorendo invece il trasporto pubblico ed i parcheggi scambiatori corredati dei necessari servizi pubblici, a costi accessibili o meglio gratuiti.

L’edificazione di un centro commerciale nell’Area Ex Longinotti, su cui confermiamo la nostra contrarietà, è un esempio di come non deve essere gestito il territorio;
La scelta di destinare l’area ad un Centro Commerciale, ed il modo in cui è stata fatta tale scelta, cioè contro la volontà espressa dal Consiglio di Quartiere e da comitati di cittadini, ed ignorando colpevolmente i contraccolpi e le implicazioni ambientali, occupazionali e sociali della scelta imposta dalla Giunta comunale, si sono rivelate emblematiche di una concezione della politica e della città della precedente amministrazione comunale che non può che vederci in netto dissenso anche nelle circoscrizioni di quartiere. Oltre tutto il Centro causerà la scomparsa dei piccoli esercizi commerciali: rischiano di scomparire i negozi storici, si perde l'identità del quartiere, ecc.
Oltre tutto, il nuovo Centro Commerciale si presenta pessimo anche dal punto di vista estetico, ed occorre per tutti gli interventi prossimi una maggiore attenzione anche da questo punto di vista.
Ci impegniamo a intervenire con una supervisione costante dell’andamento dei lavori e del rispetto dei progetti.

Ribadiamo anche che a nostro giudizio la pace e la convivenza multietnica sono i valori imprescindibili per costruire una società democratica e civile, e che questo principio, lungi dall’essere una mera enunciazione teorica, è invece ispiratore di una politica che anche nei quartiere, anzi, a partire da essi, favorisca l’integrazione, il dialogo e la convivenza tra “diversi”, nell’interesse di tutti.

Fino ad oggi è divenuta prassi che il parere espresso dai Consigli di Quartiere venisse sistematicamente disatteso, il più delle volte perfino ignorato dai Consiglieri nelle discussioni del Consiglio. Noi vorremmo che decentramento significasse anche, ad esempio, che quando un Consiglio di Quartiere esprime un parere negativo su una proposta della Giunta Comunale, quest’ultima fosse tenuta a riaprire un confronto, a ridiscutere il progetto, ed almeno non potesse approvare il progetto senza dare una adeguata risposta motivata al Quartiere che dissente. Il Quartiere deve essere davvero il primo interlocutore della cittadinanza con le Istituzioni cittadine, ma per poter essere un interlocutore serio deve essere messo in condizione di poter dare delle risposte!
Anche la democrazia partecipata deve essere una consuetudine ed estesa alle scelte che contano, e non limitata a casi sporadici e tutto sommato marginali, più d’immagine che di sostanza (vedi piazza Istria).

ALCUNE QUESTIONI SPECIFICHE
Il Quartiere 3 non dispone di un Centro Diurno per gli anziani degno di questo nome, dove gli anziani (che sia avviano a diventare quasi la metà della popolazione del Quartiere) possano trovare i servizi e l’assistenza di cui hanno bisogno. Eppure non mancano progetti che potrebbero essere realizzati.
Sul territorio è opportuno intervenire per la sicurezza limitando la velocità ad. es. con dossi rallentatori in via di Ripoli, viale Giannotti, viale Europa.
Per i servizi sociali, cui si rivolge solo un terzo dei possibili utenti, occorrono progetti mirati ed un monitoraggio serio ed oculato. Occorre più attenzione per la prevenzione, per la riabilitazione, per l'assistenza ai cittadini in condizione di disagio sociale. Abbattimento delle barriere architettoniche, in relazione alle misure di sicurezza come prevede la normativa europea;
Uso di spazi per la partecipazione ad attività socializzanti e di aggregazione, educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva , in particolare modo rivolte ai giovani sia attraverso attività culturali che scolastiche, attivare il sostegno scolastico ad alunni in difficoltà, dato i tagli operati dalla riforma Moratti;
Recupero ad usi sociali di tutti gli immobili e spazi pubblici non utilizzati e/o poco e male utilizzati.

Sia che il Quartiere possa finalmente avvalersi in futuro di effettivi poteri decisionali o resti confinato ad un ruolo subalterno rispetto alla Giunta Comunale, riteniamo che alcune questioni particolarmente importanti e significative per la vivibilità del Quartiere ed il suo assetto debbano costituire delle vere e proprie priorità:

Istituzione di parcheggi scambiatori con treni, tramvie e bus ai margini della città (sosta compresa nel biglietto di abbonamento), ad es. nella zona di Certosa-Bottai e di Viale Europa;

Manutenzione ed efficacia delle piste ciclabili Realizzare una rete di percorsi e piste ciclabili (garantendo protezione dall’inquinamento, sicurezza, segnalamento, noleggio bici) non basta. Occorre anche mantenerla in efficienza! Da evitarsi il penoso “balletto” della pista ciclabile di viale Europa, tolta, rimessa e modificata più e più volte che sarà infine, presumibilmente, abolita, con il relativo spreco di denaro pubblico.

Sull’elettrosmog, assumendo in toto quanto dice in proposito la Comunità Europea: “Quando una attività o una tecnologia suscita il forte dubbio di essere dannosa per la salute e per l'ambiente occorre prendere le necessarie misure precauzionali anche in assenza di una chiara relazione causa-effetto dimostrata su base scientifica fra quella attività e il danno che ne potrebbe derivare.”
E' quello che si chiama "principio di precauzione". Il processo di applicazione di questo principio deve essere trasparente e coinvolgere i soggetti potenzialmente danneggiati.
Chiaro che antenne imposte sulla testa (letteralmente) di cittadini come è successo in via Webb, nei pressi di Ripoli ed ultimamente in viale Giannotti, all’altezza di piazza Elia della Costa sono altri esempi da non ripetere.

Sui rifiuti, ferma restando la nostra contrarietà ad ogni nuovo impianto di incenerimento nella provincia di Firenze, gli interventi che si possono fare per la riduzione dei conferimenti in discarica a livello locale, vero nocciolo del problema, possono essere molti già a livello di Quartiere. Ad esempio:
riorganizzare l’intero ciclo della raccolta differenziata partendo dalla raccolta familiare per giungere alle raccolte di condominio, di comunità (es. alberghi) e di impresa ed impegnandosi nella raccolta del materiale organico, che costituisce una vera ricchezza se raccolto correttamente; con la raccolta porta a porta dei rifiuti da parte operatori che ritirano i sacchi direttamente a casa, con i rifiuti già separati, i costi per la raccolta aumentano ma si riducono quelli dello smaltimento;
ridurre l'assimilazione costringendo/incentivando le aziende a smaltire i propri rifiuti senza farli confluire nel servizio pubblico.
aumento della quantità di organico destinato al compostaggio; è necessario anche attivare forme di "marketing" al fine di riuscire a rivendere il compost prodotto che viene ancora visto con molta diffidenza dall'utenza.
organizzare "campagne" finalizzate a sensibilizzare i cittadini sull'utilizzo del vuoto a rendere e per l'acquisto di beni biodegradabili ed, in generale, una capillare informazione sulle tematiche ambientali;
vietare o limitare fortemente l’uso e la vendita dei sacchetti di plastica
modificare i cassonetti esistenti, antiestetici e inutilizzabili da bambini, anziani e disabili, e strutturati in modo da scoraggiare anziché favorire la raccolta differenziata (es. l’apertura delle campane troppo piccola per i recipienti più grandi);
favorire negli appalti pubblici di beni e servizi le imprese provviste delle certificazioni ambientali (UNI EN ISO 14000)4, etiche (SA 8000), ecc.
Istituire, come in moltissime città del Nord Europa, i Centri di Raccolta di Quartiere, dove tutti possono portare ogni giorno i loro rifiuti ingombranti, ricevendo magari un "premio" o un incentivo (una bibita, un libro, o altro). Questo risolverebbe il problema del degrado causato dai rifiuti ingombranti che spesso vengono spesso vicino ai cassonetti (televisori, elettrodomestici, mobili ,ecc.) costituendo anche un pericolo per i pedoni ed un intralcio ai mezzi che svuotano i cassonetti, favorirebbe l’eliminazione delle discariche abusive, ecc.
dare esempi concreti, es. nelle mense scolastiche rinunciando ai piatti in plastica a favore dei piatti biodegradabili prodotti con i derivati della soia, con l’utilizzo nell’edilizia pubblica di vernici “ecolabili”, ecc.
Controlli seri ed efficaci sul rispetto della normativa su rifiuti e ambiente;

ALCUNI CASI CONCRETI
GAVINANA
Nel Quartiere sono sorti diversi comitati di cittadini; che devono avere perciò regolari incontri con il Consiglio di Quartiere. Ci sono progetti che devono essere ultimati al più presto.
• Distretto sanitario e parcheggio scambiatore legati all’area Chini Marfin:
Devono sorgere nell’appezzamento di terreno che circonda il Castello del Bisarno, costeggia il raccordo autostradale di Firenze Sud e viale Europa fino ad estendersi a via di Badia.
Coinvolti, oltre al Comune di FI e Bagno a Ripoli, i 2 proprietari dell’area: l’impresa di costruzioni ‘Chini’ e la ‘Marfin srl’.
Lo spazio avrebbe dovuto ospitare strutture pubbliche e private, un parcheggio scambiatore di 250 posti auto, il famoso distretto, un parco pubblico, uno privato, campi di calcetto e tennis, piscina, palestre, club house, ristoro, foresteria, negozi e uffici, residenza di custodia e alcuni edifici anche di residenza privata. (lo dice il Piano Urbanistico Convenzionato);
Il progetto è già approvato e finanziato per circa 6 miliardi delle vecchie lire, ed è stato presentato al quartiere come da realizzarsi al più tardi nel ’98. Solo nel dicembre ’99 il quartiere ha dato parere favorevole sulla convenzione tra proprietari e Comune, e tuttavia nessuno ancora oggi sa dire con esattezza quando partiranno i lavori.
• Rete fognaria via Gianpaolo Orsini:
I finanziamenti sono già da tempo arrivati e sono partiti i primi cantieri (che risalgono a 3 anni fa e all’inizio del 2003). Dopo i primi interventi, un improvviso stop che sembra essere attribuibile al ritardo nella conclusione dei primi lotti e ad alcuni problemi di rapporti con la società appaltatrice. La suddivisione per lotti ha interessato prima via Villamagna, piazza Ravenna e via Giovanni delle Bande Nere. Sarebbe toccato alla zona Colonna, attorno a via Gian Paolo Orsini ma il lavoro non è andato avanti. I residenti di via Colluccio Salutati hanno dato il via a una raccolta di firme nella quale si chiede la prosecuzione dei lavori (che avrebbero dovuto concludersi entro il 2005).
Il nuovo piano fognario prevede anche che le acque piovane vadano a gettarsi direttamente in Arno, limitando i danni da allagamenti etc. L’importanza dei lavori è perciò evidente a tutti.

• Posti auto per disabili in via Kassel, richiesti da alcuni cittadini diversamente abili.

SORGANE
La zona è del tutto priva di un centro di aggregazione per i giovani. Lo spostamento di alcuni o tutti gli uffici del Quartiere da via Tagliamento al nuovo Centro Commerciale sarebbe un ulteriore danno per la zona. Vi è anche una “questione viabilità”: tra un pò verranno inaugurate le case nuove nel territorio di Bagno a Ripoli, ma lo sbocco verso Firenze è sempre uno solo.
Il giardino di via Brenta costituisce un altro caso esemplare… in negativo: finora, alcuni volenterosi condomini di uno stabile di Via Brenta, pur di non lasciare la struttura inutilizzata, hanno preso in consegna le chiavi del parco sotto la loro responsabilità ed a turno si impegnano a far rispettare gli orari stabiliti dal Comune. Sono insomma i condomini di Via Brenta a permettere agli abitanti del quartiere di godere di uno spazio che altrimenti rimarrebbe inutilizzato. Possibile che il Comune non abbia il denaro o la volontà di provvedere alla sua apertura-chiusura, sorveglianza e manutenzione?
Sussiste anche la questione del gattile comunale di Sorgane, adiacente al parco nei pressi di via Isonzo, che attualmente versa in pessime condizioni e non viene curato nonostante le lamentele di alcuni cittadini.
Sempre per Sorgane, c’è il problema dei parcheggi nella zcs 8 (q3). Nonostante Sorgane faccia parte di questa circoscrizione, chi parcheggia a Gavinana deve pagare. Servirebbero agevolazioni per le persone anziane o disabili, costrette a muoversi in auto.

GALLUZZO:
Come è previsto ci sarà un bando per i lavori a febbraio del prossimo anno per la nascita di un nuovo parcheggio scambiatore alla Certosa con 560 posti auto. Occorre rispettare i programmi.
Valorizzazione zona “Mulino Nuovo”, dove un comitato di cittadini chiede da anni un migliore trasporto pubblico ed uno spazio verde, che si potrebbe recuperare con facilità in uno spazio predisposto nei pressi del complesso abitativo.

PONTE A EMA
La questione della fabbrica di tessuti Rubelli coinvolge decine di famiglie ed il quartiere, pur non avendo poteri specifici, deve farsene carico. La fabbrica (che pure ha bilanci in attivo) è a rischio di chiusura per essere trasferita dove il costo del lavoro è più basso. Come dire, temi come la flessibilità del lavoro ed i diritti dei lavoratori non sono questione ideologiche ed astratte, ma toccano da vicino anche il nostro quartiere…
In via Fortini, vicino alla fabbrica Rubelli, nei pressi dell’Hotel Sheraton, vi è uno spazio verde in stato di completo abbandono e degrado. Altro esempio di come la vivibilità e la dignità del cittadino vengono sempre in secondo piano rispetto ai poteri forti dell’economia…
Sempre a Ponte a Ema, l’area intorno alle case ai margini dell’abitato (in direzione Firenze) ad ogni pioggia è soggetta a continui e cospicui allagamenti.

CASCINE DEL RICCIO
Oltre al problema della viabilità e dei collegamenti con Firenze, resta tuttora non risolto il problema della messa in sicurezza del fiume Ema.

PIAZZA ELIA DELLA COSTA
Piazza Elia della Costa vive secondo noi un problema relativo alle auto parcheggiate che sono sempre di più, oltre allo smog che si respira nei giardinetti causa le manovre delle auto che parcheggiano.

PIAZZA FRANCIA (VIA GRAN BRETAGNA)
Il campetto di calcio versa in stato di semi-abbandono.

TRAGHETTO 2
In via Magarotto deve ancora essere realizzato il parcheggio, e soprattutto a distanza di anni dall’avvio dei lavori ancora non vi è nulla di certo circa la realizzazione del verde pubblico, che pure fa parte del progetto.